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Paola Venuti

Linee di ricerca | Collaborazioni interne | Collaborazioni esterne | Pubblicazioni selezionate | Fondi | Website

In breve

I disturbi dello spettro autistico sono attualmente la principale causa di sviluppo atipico. 
Il punto di partenza per la comprensione dei disturbi del neuro-sviluppo è sempre lo sviluppo tipico che ha il suo fondamento nella relazione che il bambino  costruisce con adulti significativi e che è condizione necessaria per acquisire competenze cognitive e socio-affettive.
Lo studio delle traiettorie di sviluppo ha costituito in tutti questi anni l’asse portante della mia ricerca che si è mossa tra psicologia dinamica, psicologia clinica dello sviluppo e neuroscienze e che recentemente si è concentrata prevalentemente sui disturbi dello spettro autistico. 
I risultati di tali ricerche hanno costituito le basi per la messa a punto di interventi preventivi e riabilitativi sviluppati nell’ultimo decennio nel Laboratorio di Osservazione, Diagnosi e Formazione (ODFLab), di cui sono la responsabile.
Nell’ODFLab convergono studenti e dottorandi di formazione diversa che stanno consentendo di integrare i dati della ricerca clinica, con tecnologie sofisticate e misure psicofisiologiche. 

Linee di ricerca

ASD e genitorialità
Elemento su cui la letteratura scientifica trova un forte accordo è il coinvolgimento diretto dei genitori all’interno dei piani di intervento per i bambini con Disturbi dello Spettro Autistico.
Il coinvolgimento dei genitori viene raccomandato perché permette la maggiore generalizzazione dei risultati di specifici interventi, in quanto il cambiamento della qualità dello scambio genitoriale che avviene all’interno delle sedute di intervento, ha una forte ricaduta sullo sviluppo di competenze sociali e cognitive.
La ricerca ha evidenziato gli effetti di specifici interventi che prevedono una presenza diretta dei genitori nelle stanze di terapia attraverso l’analisi dei profili di sviluppo dei bambini, o attraverso l’analisi di strumenti solitamente usati nella diagnosi del disturbo (ADOS-2), ossia strumenti che analizzano e osservano delle caratteristiche solo sul bambino e non sulla qualità dello scambio.
All’interno di questa linea di ricerca ci stiamo soffermando sull’uso di specifici codici osservativi per poter misurare l’efficacia di un intervento intensivo e precoce attivato sulle caratteristiche del singolo bambino con ASD che prevede la presenza diretta del genitore in stanza di terapia. Tali strumenti osservativi, che colgono la disponibilità emotiva diadica e la sintonia affettiva tra genitore-bambino (o terapeuta-bambino), vengono applicati a sedute di gioco semi-strutturate. 
I risultati di questa linea di ricerca possono avere importanti implicazioni cliniche nei termini dell’individuazione di strumenti alternativi per valutare l’efficacia di un intervento specifico, oltre che poter suggerire obiettivi di lavoro specifici su cui focalizzare aspetti dell’intervento.  
Inoltre lo studio sui genitori di bambini con disturbi del neuro-sviluppo viene completato indagando, attraverso questionari ed interviste, il ruolo degli aspetti rappresentazionali della genitorialità; infine tecniche di neuro-imaging e misurazioni di indici psicofisiologici sono utilizzati per studiare come i genitori rispondono a stimoli comunicativi dei bambini, quali il pianto, che nei soggetti con ASD può risultare alterato.

ASD - Sensori e simmetria
L'obiettivo di questa linea di ricerca è di utilizzare misure di indici psicofisiologici (ECG, Skin conductance,) rilevate attraverso wereable sensors per avere informazioni sulla sincronia durante un'interazione diadica.
La possibilità di misurare l’effettiva sincronia in scambi relazionali (madre-bambino; paziente-terapeuta) può offrire numerose opportunità per conoscere cosa avviene durante le interazioni sociali. Permetterebbe inoltre di usare tale misura come un indice dell’efficacia degli interventi terapeutici e dei miglioramenti della relazione genitore-bambino, là dove alterazioni biologiche, tipiche dei disturbi del neurosviluppo, modificano lo strutturarsi ottimale della relazione.

Movimento corporeo, emozioni e ASD
L’essere umano è costantemente in interazione con i propri conspecifici, è dunque fondamentale che sappia comprenderne stati mentali, intenzioni ed emozioni per poter mettere in atto risposte adeguate.
Il volto è il canale primario che utilizziamo per esprimere emozioni, ma il linguaggio del corpo è altrettanto importante per comunicare segnali emotivi.
Il Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) è caratterizzato da una compromissione delle interazioni sociali (DSM 5) e recenti studi suggeriscono che questa difficoltà possa essere in parte spiegata con un deficit di percezione e di comprensione del movimento del corpo.
Essa infatti compare precocemente durante lo sviluppo e si accompagna ad una mancata specializzazione delle aree neurali che elaborano queste informazioni. In ODFLab stiamo studiando l’abilità di riconoscere le espressioni corporee e facciali, dinamiche e statiche, in bambini e in adulti con ASD e con sviluppo tipico, per comprenderne le differenze e la traiettoria evolutiva.
Abbiamo inoltre utilizzato tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva (TMS) per studiare le basi neurali del riconoscimento di espressioni corporee emotive in soggetti normotipici.

ASD: GUT e Brain
Obiettivo principale della ricerca è stabilire se esistono alterazioni del microbiota intestinale in bambini con Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) in relazione a differenti caratteristiche cognitivo-comportamentali e a fattori in grado di influenzare lo sviluppo e la composizione della flora batterica intestinale, quali la storia alimentare dei bambini, la dieta attuale, la loro storia medica e la presenza di disturbi gastrointestinali. Si vuole inoltre stabilire se vi siano differenze nel loro microbiota intestinale rispetto ai familiari in modo da valutare gli effetti della prossimità genetica e dell’ambiente condiviso.
Nel caso fosse dimostrata un’alterazione nel microbiota intestinale nei bambini con ASD, o almeno in un sottogruppo ben caratterizzato e omogeno per uno o più dei fattori sopra citati, si acquisirebbe un biomarker utile sia per rendere più precoce il processo diagnostico sia per progettare opportuni interventi, anche basati sulla somministrazione di probiotici. Inoltre consentirebbe di progredire nella comprensione dei meccanismi eziologici alla base di questi complessi disturbi.

ASD e inclusione scolastica 
Gli ambienti educativi si sono rilevati essere i migliori per il trattamento di persone con ASD, è infatti proprio in questi contesti che è possibile acquisire abilità mancanti, potenziare le competenze sociali nello scambio con altri bambini, migliorare la comunicazione e potenziare le aree cognitive.
È però necessaria una formazione specifica degli insegnanti delle classi in cui sono inseriti soggetti con ASD e una strutturazione delle attività didattiche che permetta la strutturazione, partecipazione e cooperazione che permette l’inclusione dei soggetti con ASD.
La ricerca azione nei contesti educativi, basata su metodologie qualitative e quantitative, è sperimentata da vari anni e si avvale della collaborazione di IPRASE del Trentino.

DSA E ASD – Tecniche di riabilitazione con tecnologie
Recenti ricerche in letteratura hanno dimostrato l’efficacia di training cognitivi nell’incrementare le Funzioni Esecutive (FE), utili in diversi ambiti di apprendimento. Questi strumenti, però, presentano spesso il limite di essere poco appassionanti, se non addirittura noiosi.
Per queste ragioni, il nostro progetto si focalizza sullo sviluppo e la validazione di “Skies of Manawak”, un videogioco per il training delle FE. Dopo averne dimostrata l’efficacia con bambini a sviluppo tipico, al momento sono in corso ricerche con bambini che presentano disturbi del neurosviluppo, in particolar modo la dislessia evolutiva.  

Collaborazioni interne

Simona de Falco
Gianluca Esposito
Andrea Caria
Nicola De Pisapia
Arianna Bentenuto, post-doc
Noemi Mazzoni, post-doc
Angela Pasqualotto, dottoranda
Fabio Filosofi, dottorando
Isotta Landi, dottoranda
Michele Giannotti, dottorando
Ilaria Basadonne

Collaborazioni esterne

Eunice Kennedy Shriver, Child and family research Unit, NIH, USA (Dr. Marc H. Bornstein)
Laboratorio di Psicometria, Dipartimento di psicologia, Università della Campania
Fondazione Bruno Kessler (FBK) (gruppo MBPA – responsabile C. Furlanello) 
Istituto per  le arti grafiche Artigianelli- Trento
IPRASE- Trentino
Laboratorio InterAction- DISI- UniTN
Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma (unità Microbioma Umano – responsabile L.Putignani; Unità Disturbi dello spettro autistico- resp. Giovanni Valeri)
Istituto Superiore della Sanità - PROGETTO NIDA (resp. Maria Luisa Scattoni)
Istituto Scientifico “Stella Maris” (IRCSS) Pisa (resp. Filippo Muratori)
Fondazione Trentina Autismo

Pubblicazioni selezionate (max 10)

Scientific articles:

  • Marc H. Bornstein, Diane L. Putnick, Paola Rigo, Gianluca Esposito, James E. Swain, Joan T. D. Suwalsky, Xueyun Su, Du Xiaoxia, Kaihua Zhang, Linda R. Cote, Nicola De Pisapia, and Paola Venuti (2017) The Neurobiology of Culturally Common Maternal Responses to Infant Cry. In Proceedings of the National Academy of Sciences,
  • Noemi Mazzoni, Christianne Jacobs, Paola Venuti, Juha Silvanto and Luigi Cattaneo (2017) State-dependent TMS reveals representation of affective body movements in the anterior intraparietal  Journal of Neuroscience 22 June 2017, 0913-17; DOI: 
  • https://doi.org/10.1523/JNEUROSCI.0913-17.2017
  • Pasqualotto A., Fattorelli L., Venuti P. (2017) “ DISLESSIA E DISORTOGRAFIA: l’individuazione di prerequisiti trasversali attraverso attività di screening delle abilità di letto-scrittura”.  Dislessia.  Ed. Erickson. Trento
  • Venuti P., Bentenuto A., Cainelli S., Landi I., Suvini F., Tancredi R., Igliozzi R., Muratori F. (2017) A joint behavioral and emotive analysis of synchrony in music therapy of children with autism spectrum disorders. Health Psychology Report, 5(2), 162–172. doi: 10.5114/hpr.2017.63985).
  • Bentenuto A., De Falco S., Venuti P. (2016), “Mother-child play: a comparison of Autism Spectrum Disorder, Down Syndrome, and Typical Development.” Frontiers in Psychology, section Psychology for Clinical Settings
  • Rigo P.; De Pisapia N., Bornstein M., Putnick D.; Serra M., Esposito G., Venuti P. (2016) “Brain processes in women and men in response to emotive sound”. Social Neurosciences
  • De Pisapia N, Serra M, Rigo P, Jager J, Papinutto N, Esposito G, Venuti P., Bornstein MH. (2014) “Interpersonal Competence in Young Adulthood and Right Laterality” in White Matter. Journal of Cognitive Neuroscience. 6, 1257-1265,
  • Mastrogiuseppe M, Capirci O, Cuva S, Venuti P. (2014). “Gestural communication in children with autism spectrum disorders during mother-child interaction”. Autism 1-13.
  • Ozturk Y, Riccadonna S, Venuti P. (2014) “Parenting dimensions in mothers and fathers of children with Autism Spectrum Disorders”. Research in Autism Spectrum Disorders 8:1295-1306.
  • P. Venuti ; A. Caria ; G. Esposito ; N. de Pisapia ; M.H. Bornstein ; S. de Falco (2012) Differential brain responses to cries of infants with autistic disorder and typical development: an fMRI study. RESEARCH IN DEVELOPMENTAL DISABILITIES. 33,6, pp 2255- 2264

Books:

  • Venuti, P. Bentenuto A. (2017) Studi di caso. I disturbi dello Spettro Autistico. Erikson. Trento
  • Bornstein M.H., Venuti P. (2013) “Genitorialità: fattori biologici e culturali dell'esser genitori”. Bologna: Il Mulino 
  • Venuti P. (2012) Intervento e riabilitazione nei disturbi dello spettro autistico. Roma: Carrocci

Fondi

Le ricerche sono state finanziate con fondi:
National Institute of Health, Prin, Miur; Provincia Autonoma di Trento, Comune di Rovereto, Progetti Europei (EIT) IPRASE, Trentino, Università di Trento

Website

www.odflab.unitn.it