FISH Group
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Il Fish Lab è parte integrante dell'ACN (Animal Cognition and Neuroscience) Lab. La nostra ricerca si focalizza sullo studio delle diverse abilità cognitive nei pesci teleostei e in altri animali di piccola taglia. L'impiego di modelli animali caratterizzati da differenti nicchie adattative evidenzia un potenziale sostrato comune — un corredo cognitivo condiviso tra le specie — che consente un'indagine ecologico-comparata della mente.
Linee di ricerca
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- Lateralizzazione cerebrale in pesci e rettili: abbiamo individuato, in diverse specie di pesci teleostei e anfibi, un uso preferenziale dell'emicampo visivo sinistro in risposta a stimoli sociali. La specializzazione dell'emisfero cerebrale destro nel codificare gli stimoli sociali rappresenta un tratto ampiamente diffuso tra i vertebrati. L'indagine viene estesa anche ad altre classi animali, valutando inoltre come la stimolazione luminosa in ovo possa agire sullo sviluppo neurale del comportamento sociale lateralizzato. Studi recenti hanno inoltre indagato le preferenze oculari/cerebrali nel comportamento esplorativo delle lucertole.
- Sistemi visivi ed extra-visivi nella cognizione spaziale dei pesci: abbiamo dimostrato che i pesci utilizzano la geometria e integrano le informazioni geometriche con quelle relative ai punti di riferimento (landmark) per riorientarsi nell'ambiente. Analogamente a quanto osservato nei bambini, l'informazione geometrica risulta dominante in contesti di ridotte dimensioni, mentre i punti di riferimento prevalgono in ambienti di ampie dimensioni. Studi recenti riguardano lo sviluppo di un paradigma di memoria di lavoro (working memory), anziché di memoria di riferimento (reference memory), finalizzato al confronto con i risultati ottenuti nella specie umana. L'attenzione è stata inoltre rivolta alla cognizione spaziale negli insetti. La codifica visiva della geometria ambientale e dei punti di riferimento possiede un elevato valore ecologico per l'orientamento spaziale. I pesci dispongono inoltre di modalità sensoriali non visive, come la linea laterale — caratterizzata da un elevato numero di neuromasti disposti lungo i fianchi —, sensibile alle variazioni idrodinamiche dell'acqua. Ci si chiede se tali cellule meccaniche siano sufficienti a generare una rappresentazione spaziale utile alla sopravvivenza.
- Percezione delle illusioni visive nei pesci: il mondo percettivo è regolato da leggi di segregazione visiva che presiedono alla strutturazione di unità biologicamente significative: gli oggetti. Tali leggi agiscono anche negli animali non umani, dal momento che condividono il medesimo pianeta e sono soggetti a sollecitazioni ambientali analoghe? Abbiamo dimostrato che i pesci sono capaci di completamento amodale e percepiscono contorni illusori e altre illusioni percettive (illusione di Ebbinghaus, di Müller-Lyer, effetto di espansione-contrazione cromatica); nei pesci si osserva inoltre una dominanza dell'analisi dello stimolo di tipo globale nell'effetto Navon.
- Abilità numeriche nei pesci: il conteggio matematico può rappresentare un tratto condiviso tra gli organismi viventi, laddove tali abilità rivestano un elevato valore di sopravvivenza. Questa condizione si riscontra anche nei pesci? Quali aree cerebrali potrebbero esserne coinvolte? (Tale linea di ricerca è condotta in stretta collaborazione con Giorgio Vallortigara, Davide Potrich e Andrea Messina).
Per la lista completa delle pubblicazioni, consultare la pagina personale di Valeria Anna Sovrano.
- Valeria Anna Sovrano, responsabile scientifico
Ex membri del gruppo
- Greta Baratti, laboratori didattici e di ricerca
- Davide Potrich, CIMeC - tecnico di laboratorio
- Andrea Messina (Ricercatore / Assistant Professor, CIMeC, Italia)
- Liliana Albertazzi (Università degli Studi di Trento, Italia)
- Cristiano Bertolucci (Università degli Studi di Ferrara, Italia)
- Angelo Bisazza (Università degli Studi di Padova, Italia)
- Gisele Eva Bruch (Federal University of Minas Gerais, Brasile)
- Gastone Dallago (Fondazione Edmund Mach, Italia)
- Osvaldo Da Pos (Università degli Studi di Padova, Italia)
- Filippo Faccenda (Fondazione Edmund Mach, Italia)
- Remo Job (Università degli Studi di Trento, Italia)
- Sang Ah Lee (Seoul National University, Corea del Sud)
- Maria Elena Miletto Petrazzini (Università degli Studi di Padova, Italia)
- Michela Ponticorvo (Università degli Studi di Napoli Federico II, Italia)
- Michele Povinelli (Fondazione Edmund Mach, Italia)
- Lucia Regolin (Università degli Studi di Padova, Italia)
- Rosa Rugani (Università degli Studi di Padova, Italia)
- Orsola Rosa Salva (Università degli Studi di Trento, Italia)
- Lesley J. Rogers (University of New England, Australia)
- Paola Sgadò (Università degli Studi di Trento, Italia)
- Gionata Stancher (Fondazione Museo Civico di Rovereto, Italia)
- Simone Sulpizio (Università degli Studi di Milano-Bicocca, Italia)
- Maria Santacà (University of Vienna, Austria)
- 2011–2013: Responsabile Scientifico (PI) del progetto “Studio della biodiversità: un contributo alla comprensione della specificità del patrimonio ambientale trentino”, finanziato dal Comune di Rovereto (TN).
- 2011–2017: Membro dello Senior Staff dell'ERC Advanced Grant “Predisposed mechanisms for social orienting: A comparative neuro-cognitive approach” (PI: Giorgio Vallortigara).
- 2017–2020: Membro in qualità di Senior Collaborator del Grant dell'International Human Frontier Science Program Organization (HFSPO) “Imaging the neurobiology of numerosity – the evolution of counting” (PI di unità: Giorgio Vallortigara).
- 2019–2023: Collaboratrice nell'ambito del PRIN “Number-space association: A comparative developmental and neurobiological approach” (PI di unità: Giorgio Vallortigara).
- 2022–2024: Docente tutor e responsabile del Grant Caritro “The effect of chemical residues in water on cognitive abilities and brain: fish as indicators of environmental quality and sustainable development” (Proponente: Dr.ssa Greta Baratti).
- 2023–2025: Co-PI del progetto PRIN “Behavioural, molecular and neuroanatomical characterization of fmr1 in chick and zebrafish models of autism” (PI di unità: Paola Sgadò, Università di Trento).